Primavalle, la rabbia degli inquilini contro la vendita delle case all’asta

In corso le procedure per la cessione di alcuni immobili del patrimonio residenziale di enti pubblici e comunali: «Così mettete per strada famiglie e bambini»

ROMA – Non solo l’allerta meteo ha creato il caos a Primavalle. Cassonetti incendiati e un blocco stradale improvvisato da oltre duecento «inquiliniۛ» in protesta a via Federico Borromeo contro il «decreto Lupi». Attivisti e famiglie sui tetti dei palazzi con bandiere e fumogeni, a protestare contro la vendita del patrimonio residenziale degli enti pubblici e comunali con il rischio di metter per strada famiglie e bambini. Hanno occupato il viale per un tratto e piazzato in mezzo cassonetti ai quali poi hanno dato fuoco. La tensione si è placata con l’intervento della Digos e con la trattativa sulla manifestazione di «Unione Inquilini» prevista per la prossima settimana nel quartiere. Per la giornata sono previste intanto altre proteste a Monteverde, al Tiburtino, al quartiere Fidene, a Tor bella Monaca e Spinaceto.

Manifestazione in Regione il 14 novembre

Il 14 novembre invece l’appuntamento è sotto la Regione Lazio per chiedere spiegazioni sull’approvazione del decreto, proprio all’Assessore alle infrastrutture e politiche abitative, Fabio Refrigeri. «La regione si è espressa favorevole al decreto Lupi» spiegano dall’Unione Inquilini Primavalle e non capiscono il motivo «dell’alienazione» dell’edilizia residenziale pubblica «bene comune da rilanciare». «Il Governo getta benzina sull’incendio degli sfratti che già devasta le nostre città» dichiara in una nota Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini. Punta il dito contro il progetto che si muove dietro il «decreto Lupi», che intende accelerare la dismissione del patrimonio abitativo all’asta di certo per dare in mano la gestione a chi gli immobili se li può comprare. Solo a Roma sono coinvolte oltre cinquemila famiglie nelle case «Ater», e altre venticinquemila nelle case della «Romeo Gestioni».

«Non siamo in grado di affrontare le aste»

Famiglie per strada – «Il 90% di queste famiglie non potrebbe mai affrontare le aste pubbliche» continua De Cesaris che non ha dubbi sul fatto che si tratta di un nuovo affare che di certo non risolve la crisi abitativa degli stessi inquilini che si ritroveranno per strada. «Abbiamo chiesto alla Regione Lazio trenta milioni di euro» continuano gli inquilini di Primavalle che fanno i conti con la cifra irrisoria ottenuta: «solo quattro milioni per il recupero di tutte le case Ater». Intanto le anomalie sull’approvazione del decreto Lupi arrivano dalla Regione Campania che ha approvato una mozione in larga maggioranza che cancellerebbe di fatto l’applicazione del decreto sulla vendita all’asta del patrimonio. Mozione presentata tra l’altro, dal capogruppo del Pd Raffaele Topo, che impegna il Presidente della Giunta Regionale ad intervenire nei confronti del Governo, per la modifica del decreto attuativo 80/2014 e la cancellazione della vendita all’asta. A Roma però questo non è ancora successo.

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