Tiburtina, tre palazzi inquinati dall’amianto, la proprietà: «Tocca al Comune intervenire»

Polveri di asbesto in sacchi di detriti, la Asl minimizza, ma nel complesso si sono verificati casi di tumore. E nei garage va a pezzi l’unica pompa che manda acqua alle abitazioni

ROMA – «Una volta un ispettore mi ha detto che se volevamo, potevano portarci in albergo». Sono le parole di Alberto Proietti, portavoce degli inquilini dei tre palazzi al civico ventitré di via Sante Bargellini, sulla Tiburtina, affittati al Comune di Roma che li ha destinati all’edilizia residenziale pubblica. Dal 2005 il signor Alberto mantiene viva una corrispondenza con il Comune di Roma e l’Asl per denunciare il totale stato di degrado e abbandono dell’intero comprensorio. Nei garage sottostanti il portone d’ingresso, la centrale idrica fa acqua da tutte le parti e l’unica pompa fatiscente conduce l’acqua a tutte le abitazioni. Gli inquilini lamentano il mancato intervento di riparazione della colonna di scarico dell’acqua piovana che provoca rigonfiamenti e spaccature nei muri. Le crepe del cornicione si allargano e sono a rischio crollo. Ma soprattutto, le coperture dei tetti sono in eternit: contengono dunque pericolose fibre di amianto.

Le coperture in Eternit dei palazzi in via Bargellini Le coperture in Eternit dei palazzi in via Bargellini

L’INTERVENTO DELL’ASL NEL 2010 – Dalla prima relazione di servizio del sopralluogo effettuato dall’Asl a febbraio 2010 risulta la presenza di copertura in eternit nell’edificio di via Sante Bargellini 23 palazzina A1 int.34. Il documento firmato dal tecnico della prevenzione Franco Monacelli conclude: «…si tratta di lastre di cemento amianto, ancora opportunamente ancorate e in parte sostituite che per la posizione in cui si trovano, per il confinamento ed isolamento della copertura rispetto alle abitazioni sottostanti, non possono costituire rischio per la salute degli occupanti».

I sacchi con detriti e eternit polverizzatoI sacchi con detriti e eternit polverizzato

«NON C’E’ RISCHIO» – Non ci sarebbero rischi, dunque, ma all’ultimo piano, dentro il vano ascensore ci sono almeno venti sacchi bucati in plastica blu, con residui di materiale edile e di amianto, in parte polverizzato. Questo sì che potrebbe costituire un pericolo, perchè le particelle polverizzate di asbesto posssono volare ovunque ed essere inalate dai residenti.
«Dal 2005 ci hanno detto di lasciarli lì e di non toccarli. Il Comune di Roma, l’Asl e la Tutela Ambientale hanno fatto rilievi e fotografie ma nessuno è mai venuto per togliere l’amianto», continua Proietti, che non nasconde i suoi sospetti su almeno tre casi di tumore registrati fra i residenti: non c’ prova, al momento, che siano riconducibili alla presenza del materiale inquinante, ma le cartelle cliniche potrebbero svelare analogie.

Un solaio di via BargelliniUn solaio di via Bargellini

MANUTENZIONE INESISTENTE – Centosettanta famiglie ogni giorno lamentano la scarsa manutenzione dello stabile e delle loro case, ricevendo come risposta – dall’amministrazione e dalla proprietà dei palazzi – solo promesse e proroghe per gli interventi di bonifica, ad oggi mai eseguiti.
I palazzi sono stati ceduti in locazione al Comune di Roma che oggi gestisce, attraverso la società Romeo Gestioni S.p.A., i lavori di ordinaria manutenzione degli stabili presi in affitto, lasciando alla proprietà Inpdap il compito di risolvere il problema dell’amianto che rientra nella manutenzione straordinaria.

Uno dei tre palazzi a rischio amiantoUno dei tre palazzi a rischio amianto

«TOCCA AL CAMPIDOGLIO RISOLVERE» – A giugno 2010 la proprietà fa sapere, attraverso una lettera del dottor Maurizio Roca dirigente Inpdap, che gli assegnatari degli alloggi hanno un rapporto locativo esclusivamente con Roma Capitale perché affittuario degli immobili, a seguito di un nuovo esposto dei residenti che descrivono la situazione di abbandono in cui sono costretti a vivere. A maggio 2011 i residenti, disperati, erano perfino scesi in strada bloccando la via Tiburtina: non è servito a far accendere i riflettori sulla vicenda né a smuovere l’interesse di Roma Capitale. Intanto in via Sante Bargellini 23, le polveri di amianto scivolano giù dai palazzi indisturbate.

Gianluca Russo

Corriere.it 30 gennaio 2012

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