Vallo ferroviario del Pigneto: fermo il progetto del Campidoglio e intanto è una «discarica»

Materassi, televisori e cumuli di rifiuti a ridosso dei binari rischiano di cadere giù. Il comitato di quartiere: no al piano del Comune che prevede ritombamento e nuovo assetto viario

ROMA – Lo scenario che si presenta è quello di una vera e propria discarica a cielo aperto abbandonata è sotto gli occhi di tutti. Il vallo ferroviario del Pigneto taglia in due circonvallazione Casilina ed è luogo di transito per molti treni ogni giorno ma a ridosso delle rotaie, sulle pareti che si estendono in salita ai due lati della strada, arbusti, televisori e cumuli di rifiuti incustoditi rischiano di cadere giù. Da via Prenestina a via Casilina, l’intero vallo è una distesa di rifiuti elettronici, scarti di medicinali, bottiglie di vetro e vecchi mobili in legno. Nessuno però sembra interessarsi al problema, se non per dare la colpa ai residenti che vivono a ridosso del vallo, di gettare rifiuti sotto e magari al passaggio dei treni. Intanto, oltre i materassi e centinaia di sacchetti che potrebbero lasciare intendere la negligenza di alcuni residenti, una vasta distesa di grossi rami tagliati e ammassati minaccia i due binari sotto, perché potrebbero scivolare giù durante i giorni di pioggia.

Un’altra immagine del vallo ferroviario del Pigneto ridotto a una discaricaUn’altra immagine del vallo ferroviario del Pigneto ridotto a una discarica • COMITATO VALLO PIGNETO – «La pulizia del vallo non è di competenza Ama», spiega il presidente del Municipio V, Gianmarco Palmieri, che ribalta le responsabilità sul Comune e su RFI (Rete ferroviaria italiana) perché è stato stipulato un accordo per la modifica del tratto ferroviario. Palmieri è chiaro sul progetto di «ritombamento del vallo» ma dubbioso sulla sua realizzazione. Lancia l’allarme perché un progetto simile «spaccherebbe» ulteriormente in due il quartiere che a oggi appare disgregato. Proprio per questo si è costituito il comitato Vallo del Pigneto , che intende rilanciare proposte alternative per la riqualificazione del vallo. Il comitato si oppone alla delibera 474 del 31 dicembre 2012 perché «il quartiere è già al collasso e bisogna intervenire in altro modo», puntualizza Matteo Lombardi, portavoce del comitato.

PROGETTI ALTERNATIVI – L’idea è anche quella di utilizzare i fondi già esistenti per rimodulare il progetto e utilizzare solo i soldi necessari, anche perché la copertura finanziaria attuale non consentirebbe di procedere con i lavori. Il 28 settembre scorso infatti proprio sullo storico ponticello pedonale che collega le due zone del Pigneto si è svolta la mostra degli oltre 60 progetti di parco lineare e aree verdi promossa dall’università La Sapienza, dal Municipio V e dai cittadini. «Il quartiere è diviso tra il degrado e l’esigenza della popolazione di combatterlo», incalza Donatella Scatena, docente di architettura alla Sapienza e promotrice del laboratorio di ricerca e produzione (al momento solo su carta) dei progetti oltre il ritombamento. Il tema del laboratorio è quello di «pensare un progetto sostenibile che favorisca la coesione fra i due lati del quartiere», continua Scatena, che è fiduciosa sulla ripresa sociale del Pigneto.

Ancora un’immagine del vallo ferroviario del Pigneto ridotto a una discaricaAncora un’immagine del vallo ferroviario del Pigneto ridotto a una discarica • ACCORDO CON FERROVIE DELLO STATO – Un nuovo progetto urbanistico – ferroviario che prende vita grazie alla firma del protocollo d’intesa stipulato tra l’amministrazione capitolina e RFI, in cui le parti si sono tra l’altro impegnate a «migliorare la funzionalità e l’impatto ambientale della viabilità del quadrante sud-est della città, riguardo le esistenti stazioni ferroviarie Tuscolana e Tiburtina e delle prossime da realizzare di Casilina e Pigneto». Una nuova fermata al Pigneto sulla linea FR1 e sulla linea Roma-Cassino come nodo d’interscambio con la futura metropolitana C. Il costo di questa maxi operazione urbanistica ammonterebbe in via preliminare a oltre 78 milioni di euro da impiegare per la realizzazione delle varie stazioni ferroviarie e per le modifiche all’assetto viario dello snodo Casilina, oltre che per l’impiantistica necessaria a rendere fruibile le fermate. Al momento però tutto tace e intanto monta la rabbia dei residenti ,che di fronte alla «discarica nel vallo» e alla lentezza solita dei lavori pubblici si dichiarano scettici: «Pensassero prima a togliere la monnezza».

Gianluca Russo
Corriere.it 29 gennaio 2014
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