Sciopero metropolitano nel X municipio

In 1.500 per le vie del quartiere per protestare contro tagli, chiusure e licenziamenti. Studios Cinecittà, occupazione sospesa

ROMA – Hanno sfilato in circa 1.500 per le vie del X municipio. Per dire basta a tagli, chiusure, casse integrazioni, licenziamenti. Il corteo di giovedì 27 settembre è stato organizzato dal coordinamento Cinecittà Bene Comune e dai sindacati a sostegno delle tante vertenze di lavoro che nei mesi scorsi hanno investito il X municipio, a cominciare da quelle relative a Cinecittà e ad Almaviva. I manifestanti sono partiti alle 17.30 da piazza Cinecittà e hanno percorso le strade del quartiere fino a via Lamaro, fermandosi accanto agli Studios cinematografici. «Il corteo è solo un punto d’inizio per discutere sul futuro del nostro territorio», precisa Alessandro Luparelli del comitato Cinecittà Bene Comune.

GLI STUDIOS – Iniziata il 4 luglio, l’occupazione degli Studios è terminata poche ore prima del corteo. L’assemblea dei dipendenti ha deciso a larga maggioranza (oltre l’80%) di sospendere la protesta per riprendere la trattativa con Cinecittà Holding sul piano di rilancio di cui si è discusso martedì al ministero dei Beni culturali. L’azienda ha ribadito che solo il completamento del piano di rilancio potrà consentire il mantenimento dei livelli occupazionali, ma intanto a portare uno spiraglio di luce nella complessa vicenda sono giunti negli ultimi due giorni due accordi: uno siglato con la Deluxe (la maggiore azienda americana del settore) per la postproduzione digitale e un altro con la Panalight, per il ramo d’azienda dei mezzi tecnici.

La protesta dei dipendenti Almaviva (Jpeg)La protesta dei dipendenti Almaviva (Jpeg)

VERTENZA ALMAVIVA – Gli abitanti del X municipio sono scesi in piazza anche per manifestare contro la crisi del call center di Almaviva Contact, che comporterebbe «uno spostamento delle attività in provincia di Cosenza, in Calabria, per ottenere agevolazioni regionali», ha spiegato Marco Volpi della Rsu Almaviva, allarmato per la posizione di cassa integrazione per oltre seicento lavoratori del call center più grande d’Italia in via Lamaro. Il 70% degli occupati risiede nel territorio del municipio.

LA CRISI DI CAPANNELLE – Ci sono poi, ancora, la vertenza dei lavoratori dell’Ippodromo di Capannelle – che nei mesi scorsi aveva più volte comportato la sospensione delle gare nell’ippodromo sull’Appia – e quella delle lavoratrici della società Autogrill. «Abbiamo bisogno di riunificarci su tutte le vertenze di lavoro» incalza il rappresentante Cgil-Pomezia/Castelli Gianni Leonetti annunciando la presenza in piazza dei pensionati con la convinzione che «solo una forte presa di posizione da parte della cittadinanza può dare un chiaro segnale di dissenso a queste politiche che sottovalutano i lavoratori».

Manifestanti in corteo giovedì pomeriggio (Jpeg)Manifestanti in corteo giovedì pomeriggio (Jpeg)

MODELLO #OCCUPY – Sono pronti a manifestare anche gli insegnanti precari della scuola, le associazioni e i lavoratori delle cooperative sociali, con l’idea di «bloccare il quartiere e di conseguenza l’intera città seguendo il modello #occupy di Oakland», interviene il consigliere comunale Andrea Alzetta di Roma in Action. Accanto ai lavoratori e alle lavoratrici in difficoltà, il presidente del X municipio, Sandro Medici, che parla di «panorama sociale angoscioso» e invita anche le altre realtà territoriali a scendere in piazza con lo scopo di dimostrare che la città «non ha bisogno di siti produttivi smantellati che vivano di rendita parassitaria».

Gianluca Russo e Redazione Roma Online

Corriere.it 27 settembre 2012

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