Ronde anti-lucciole a Prati Fiscali

Sesso tra gli alberi e negli androni dei palazzi. «Moltissime prostitute sono minorenni e la polizia non interviene»

ROMA – Scendono in strada, si piazzano sui marciapiedi accanto a loro e intralciano la «vendita del piacere» alle prostitute del quartiere. È l’azione dimostrativa dei residenti della zona Prati Fiscali contro l’irrisolta questione della prostituzione nel quartiere, in particolare nella zona di viale Jonio. L’altra sera nel parcheggio di largo Valtournanche – che una volta al mese diventa luogo di ritrovo per un centinaio di persone del comitato cittadino spontaneo Prati Fiscali – numerose famiglie hanno preso parte alla passeggiata notturna «anti lucciole».

DEGRADO E LUCCIOLE – Un problema ingestibile da quando al fenomeno della prostituzione si è associato quello della presenza dei parcheggiatori abusivi e dei senzatetto. Anche a Prati Fiscali si allarga quella «Roma a luci rosse» già descritta da Corriere.it all’inizio dell’estate. «Siamo costretti a pagare il parcheggio a ragazzi rumeni» racconta un residente, stanco delle minacce dei giovani parcheggiatori stranieri che ogni volta «se non paghi, ti rigano la macchina». Nella stessa piazza c’è una fontanella che ogni giorno alcuni senzatetto utilizzano per lavarsi. Dall’altra parte della strada invece «ci sono stranieri, forse polacchi, che fanno sesso tra gli alberi con i clienti» sotto gli occhi di tutti. A Prati Fiscali insomma, il degrado prende il sopravvento.

CLIENTI NEGLI ANDRONI – «Alcune ragazze portano i clienti nel mio palazzo» racconta una signora che, armata di pettorina arancione di servizio, è pronta per la «ronda sulla strada». Negli androni dei palazzi si trova davvero di tutto: profilattici, fazzoletti e segni di «piaceri sessuali consumati» nelle ore della notte. Nonostante le segnalazioni alle forze dell’ordine, secondo alcuni residenti, le volanti della polizia girano in zona ma senza intervenire.

La «passeggiata» anti-lucciole a Prati FiscaliLa «passeggiata» anti-lucciole a Prati Fiscali

DENUNCE IGNORATE – Il comitato cittadino è pronto a combattere in prima linea. Alcuni di loro provano a parlare con le prostitute sulla strada ma nessuna delle «lucciole» vuole saperne di andare via. «Una di loro mi ha risposto che la polizia non poteva farle nulla», ricorda un anziano. Dopo aver segnalato alle forze dell’ordine alcune «macchine sospette», ha dovuto lui consegnare i documenti e «non le prostitute», conclude il pensionato.

MINORENNI IN STRADA – Una ragazza invece racconta di essere stata scambiata per una prostituta solo perché sostava in piedi alla fermata dell’autobus. Quella stessa fermata in cui alcune «lucciole» si confondono tra i passanti per non dare troppo nell’occhio. In realtà la fermata Prati Fiscali/Val D’Ala è luogo di continuo passaggio, un mercato della prostituzione di giorno e di notte. Qualcuno del comitato è sicuro che tra le ragazze in strada ci siano molte minorenni. I cittadini del quartiere spesso, si appostano di notte nei luoghi della prostituzione: «Una notte abbiamo sentito una rom minacciare una minorenne: se avesse tentato di lasciare il marciapiede per fuggire, lei avrebbe avvertito della sua fuga un certo Giuliano», racconta Francesco Filini, del III Municipio, che con l’aiuto di un’ amica romena quel giorno ha ascoltato e capito quanto le due donne si stessero dicendo. Ce ne sono molte di minorenni: «Ne ho contate venticinque» aggiunge Filini.

La «passeggiata» anti-lucciole a Prati FiscaliLa «passeggiata» anti-lucciole a Prati Fiscali

ORDINANZA ANTI LUCCIOLE – La manifestazione si è svolta senza incidenti: una pacifica passeggiata sui marciapiedi del viale per affollare la zona e convincere i clienti (e i protettori) che «è meglio cambiare strada» spiegano alcuni residenti. In diversi punti di via Prati Fiscali ci sono telecamere di sorveglianza che «non funzionano» perché «manca una sala operativa attiva» spiega Filini, convinto che in Italia la prostituzione dovrebbe essere «reato». Nemmeno l’ordinanza anti prostituzione emessa nel 2008 dall’ex sindaco Gianni Alemanno e prorogata poi fino a gennaio 2013 è riuscita ad arginare il problema. Nel 2011, il Campidoglio avrebbe incassato un milione e 300mila euro di sanzioni emesse nei confronti di adescatrici e clienti.

Gianluca Russo
Corriere.it 15 settembre 2013
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