Liberazione, corteo al Prenestino, cittadini sfilano contro i poteri forti

Una marcia festosa per il bene comune e la salvaguardia del territorio da Centocelle al parco dell’Ex Snia sulla Prenestina

Anche quest’anno come ormai da tredici anni, l’appuntamento del 25 aprile si rinnova nelle strade dei quartieri di Roma Est, le stesse che settant’anni prima furono simbolo di Resistenza contro i nazisti e contro il fascismo, per dar vita al corteo dei «Giorni di Liberazione» organizzato dal comitato di quartiere Prenestino-Pigneto e dai movimenti per le lotte territoriali. Una marcia festosa che ha preso vita nelle prime ore della mattina a Centocelle in piazza delle Camelie fino al parco dell’Ex Snia sulla Prenestina dove è in programma il via alla due giorni di attività e dibattiti «popolari».Un corteo che quest’anno, oltre alle lotte sociali contro il degrado e contro la scarsa qualità della vita nel territorio, rivolge l’attenzione sul futuro del «lago» affiorato nei pressi di Largo Preneste: un bene comune di oltre settemila metri quadrati che rischia di sparire sotto il cemento, come raccontato da Corriere.it

Per il bene comune – «Il bene pubblico è debole sui poteri forti» puntualizza Enzo De Martino del Cdq Prenestino-Pigneto che spiega quanto le ricchezze comuni siano continuamente aggredite dalle istituzioni «dai palazzinari e dai poteri grandi e piccoli che vorrebbero plasmare a proprio piacimento i quartieri». Questo è quanto si legge nel comunicato diffuso dal comitato in occasione del corteo di «liberazione» in sostegno anche delle grandi battaglie d’interesse nazionale: contro la Tav, il Muos e per il diritto alla casa. Proprio negli scorsi giorni infatti, l’ennesimo sgombero alla Montagnola, ha causato diversi feriti a seguito degli scontri tra occupanti e forze dell’ordine intervenuti in assetto anti sommossa.

Pigneto in mano agli spacciatori – L’allarme dei movimenti romani è chiaro: un corteo pacifico che ribadisce la totale contrarietà ai decreti d’emergenza ( dal Salva Roma al Piano Rifiuti, fino al Piano Casa) che « taglierebbero i fondi essenziali per i servizi primari» come i consultori o degli asili nido. La marcia di «liberazione» si muove inoltre per la tutela dei quartieri di Prenestino e Pigneto che oggi, a causa dell’immobilismo istituzionale e degli scarsi interventi diretti, sono in mano agli spacciatori e agli appassionati di «slot machine», lontano ancora da quanto le battaglie cittadine intendono realizzare.

Gianluca Russo

Corriere.it 25 aprile 2014

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