Disabili, chiuso centro «Scuola Viva» protestano in strada operatori e malati

Sit-in giovedì 30 davanti alla sede della Asl Rm D: oltre 290 famiglie rispedite a casa senza cure. Il 3 e 4 febbraio nuova manifestazione sotto gli uffici della Pisana. Vertice in Regione Lazio

ROMA – Manifestazione questa mattina sotto gli uffici della Asl Roma D di via Vaiano, organizzata spontaneamente dai genitori dei ragazzi disabili e dagli operatori del centro di riabilitazione «Scuola Viva Onlus», chiuso lo scorso 15 gennaio in seguito alla decisione del Tar di negare la sospensiva della revoca relativa all’accreditamento della struttura stessa. Il centro resta chiuso e circa 290 famiglie si ritrovano costrette in un lampo a fare a meno dei servizi che da anni garantiscono assistenza ai loro figli, molti dei quali affetti da gravi patologie. Venerdì mattina, si terrà un vertice convocato d’urgenza in Regione «per cercare una soluzione, superare il problema e garantire il ritorno a una assistenza continuativa».

Il sit in per il centro Scuola viva (foto Russo)Il sit in per il centro Scuola viva (foto Russo) LO STOP DEL TAR – La chiusura del centro grava pure sui novanta operatori sanitari che dopo anni di attività vengono rispediti a casa dalla Regione senza più un lavoro. Dal centro fanno sapere che «la decisione della chiusura è piombata da un giorno all’altro» anche se il 17 dicembre il Tar confermava l’impossibilità per la struttura di ottenere le autorizzazioni necessarie per continuare la propria attività. Una realtà socio sanitaria importante e di gran spicco nel panorama dei centri di riabilitazione romani che va avanti da quarant’anni e che «non ha mai subìto allagamenti durante le più gravi esondazioni del Tevere negli ultimi anni» scrive in una nota Maria Simona Bellini, Presidente del Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi a sostegno della battaglia delle famiglie.

PROBLEMI AMBIENTALI – Il problema legato alla chiusura del centro, sembra infatti essere il mancato ottenimento del nulla osta idraulico rilasciato dall’Autorità di bacino del Tevere, proprio perché il centro si trova a trecento metri dalla sponda del Tevere in zona Magliana. A tal proposito la presidente di Scuola Viva Onlus, Serenella Pocek, ha inviato un’ulteriore documentazione in Regione Lazio relativa alle criticità sui certificati di agibilità dei fabbricati, l’elenco dettagliato delle attrezzature disponibili e il numero del personale rispetto ai numeri massimi fissati per l’accreditamento. Ma le condizioni ambientali non sono cambiate e negli anni non sono state emesse nuove normative che giustifichino la sentenza favorevole del Tar nei confronti della Regione Lazio, che ha revocato l’accreditamento definitivo della struttura per procedere alla chiusura.

30 gennaio 2014
Gianluca Russo per Corriere.it
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