Amianto a piazza Bainsizza: residenti in guerra contro il deposito Atac

Nel XVIII Municipio scoperte decine di coperture in eternit sul complesso; a pochi passi un parco per bambini

ROMA – La battaglia cittadina dei Comitati di quartiere del Municipio XVII, sulla questione della riqualificazione dell’area dell’ex deposito Atac di piazza Bainsizza a Prati, continua senza tregua e con alcune novità. Purtroppo nessuna positiva. Al contrario, ad allarmare i residenti della zona, è stata la scoperta di decine di coperture in eternit sui tetti dello stabilimento che di certo, non lasciano tranquilli nessuno, soprattutto perché a pochi metri dal deposito Vittoria, c’è un piccolo parco (l’unico nella zona) frequentato da famiglie e bambini ogni giorno. Sull’ex deposito Atac, oggi utilizzato dall’Ama, piovono polemiche riguardo al cambio di destinazione d’uso che l’azienda dei trasporti urbani ha messo a punto dopo la svendita del proprio patrimonio a privati per saldare i propri conti in rosso.

Il giardino a rischio vicino all'amianto (foto Russo)Il giardino a rischio vicino all’amianto (foto Russo)

COPERTURE CORROSE – Si vedono chiaramente dai balconi dei palazzi intorno le lastre di eternit sui tetti dello stabilimento. La segnalazione arriva direttamente da un blogger indipendente della zona che denuncia la situazione: «Alcune lastre corrose si affacciano direttamente sul parco» racconta Matteo Bordoni che indica i punti esatti da cui si vedono le coperture in amianto corrose, confinanti con la piccola area verde per bambini. Intanto alcuni genitori del quartiere si sono mobilitati per denunciare alla Asl la situazione e chiedere un immediato intervento ma «nessuno ad oggi è venuto a controllare» dichiarano dal comitato cittadino. Non arrivano risposte nemmeno dopo la segnalazione del 15 maggio di Legambiente Lazio, inviata al direttore del Dipartimento Prevenzione Asl RmE Daniele Gamberale, nella quale è ben chiara la situazione: «Tale deposito possiede la copertura in cemento-amianto».

Eternit sui parte dei tetti del deposito AtacEternit sui parte dei tetti del deposito Atac

DESTINAZIONE D’USO – La scoperta dell’amianto di certo, non placa gli animi del Coordinamento cittadino Progetto Partecipato che dal 2011 prova ad intervenire sulla rimessa in stato di abbandono che vorrebbero diventasse un’area verde e sportiva da restituire alla cittadinanza. Servizi socio sanitari e luoghi culturali voluti nell’ex rimessa Vittoria, anche se il progetto di riqualificazione sembra avere tutto tranne che verde pubblico. Infatti nel 2002 il Comune di Roma cede all’Atac la proprietà dell’area del deposito che a sua volta è venduta ai privati per saldare i conti in rosso dell’azienda di trasporti.

RIQUALIFICAZIONE FERMA DAL 2008 – Già nel 2008 il primo vincitore del bando per la riqualificazione del deposito è l’architetto Ciarra che firma la maxi cementificazione dell’area (uffici, residenze di lusso, negozi e due parcheggi interrati) bocciata subito da una mozione presentata dal comitato di quartiere Vittoria e il consenso del Consiglio municipale che riconosce la mancanza di servizi e verde pubblico nel quartiere. Dopo il cambio del Consiglio Comunale però, e la nascita di un progetto partecipato con i cittadini, da Roma Capitale nessuna risposta in merito al progetto alternativo per il deposito.

DEPOSITO ARCHEOLOGICO – Nel 2011 però il Comune di Roma approva la deliberazione n° 39/2011-applicata a tutti i depositi Atac- con cui si da la possibilità ai privati che acquistano l’area, non solo di costruire a proprio piacimento secondo propri progetti ma costruire più del doppio di quanto previsto nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano regolatore del 2008. Da subito, la deliberazione n° 39 viene bloccata con parere negativo dal Coordinamento cittadino perché questa, non tiene conto del parere della stessa Sovrintendenza Comunale sul deposito, la quale specifica che si tratta di «un esempio di archeologia industriale», oltre alla valutazione di sostenibilità urbanistica richiesta nell’art. 84 del Piano Regolatore che non è mai stata presentata. Per i nuovi costruttori, secondo il programma unitario di valorizzazione territoriale, si prevedono edificazioni massicce per tutti i 15.432 metri quadrati: ad uso residenziale, commerciale, servizi privati e pubblici. Al momento però, quello che davvero urge per i residenti, è la bonifica urgente dell’amianto nell’ex deposito Vittoria che, fino ad oggi, non sembra interessare proprio a nessuno.

Gianluca Russo
Corriere.it 29 giugno 2013
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