«No» al “Corridoio Roma – Latina”: «Opera inutile, devastante e costosa»

I cittadini contro il progetto per la costruzione dell’autostrada a pedaggio A12-Tor de Cenci-Latina sostenuto dalla Regione

ROMA – «Quando l’ingiustizia diventa legge, resistere è naturale ». Questo lo slogan che ancora una volta a Spinaceto, porta in piazza il dibattito pubblico sulla tutela dell’ambiente e per dire basta alla progettazione delle grandi opere urbane ‘inutili’. Ad accendere il vespaio di polemiche tra comitati di quartiere, cittadini e forze politiche è il progetto per la costruzione dell’autostrada a pedaggio A12-Tor de Cenci-Latina, sostenuto dalla Regione Lazio con un “project finance” cioè il finanziamento di un’ iniziativa economica realizzata tramite un’entità costituita ad hoc, solitamente da società private. Asfalto chiama gomma in questo caso, 180 chilometri di autostrada per una spesa totale di quasi cinque miliardi di euro (secondo le stime del Comitato No Corridoio) in una zona che forse meriterebbe una meno costosa messa in sicurezza dell’attuale strada e delle arterie principali della Pontina, con una spesa contenuta di quasi trecento mila euro.

LA BATTAGLIA – «Un’opera inutile, devastante e costosa da realizzare» secondo Gualtiero Alunni portavoce del comitato No Corridoio Roma-Latina che interviene invece con proposte e iniziative per la messa in sicurezza della Pontina, considerata la strada più pericolosa della Capitale e teatro di numerosi incidenti mortali. «Crediamo in un progetto di risanamento della rete viaria attuale, vogliamo un servizio di metropolitana leggera» continua Alunni e parla di speculazione ai danni dei cittadini che si ritroveranno costretti –realizzato il progetto- a pagare un pedaggio per uscire e tornare a casa. Attualmente sulla Pontina si calcola una media di cinquemila veicoli ogni ora, soprattutto nelle ore di punta, di certo un enorme afflusso di veicoli con la nuova autostrada non gioverebbe a nessuno, al contrario porterebbe la situazione al collasso. Una nuova bretella autostradale che collega il sud del Lazio alla Capitale, poi in diramazione nord quasi a voler creare un collegamento diretto verso la Toscana. Un’opera pubblica (a pagamento) che rappresenta un grosso problema per i residenti della zona e non solo, se si pensa pure alla devastazione ambientale nella riserva naturale di Decima Malafede e dell’impatto disastroso sui terreni agricoli e nell’Agro Pontino. La cosa assurda – sostiene il comitato – sono gli ottomila posti di lavoro che si creeranno per ogni chilometro di cantiere aperto, valutando poi il costo per ogni chilometro costruito pari a circa trenta milioni di euro.

L’ASSEMBLEA PUBBLICA – Presenti al dibattito Lorenzo Parlati di Legambiente Lazio contrario alla maxi opera e allo sperpero dei fondi pubblici assegnati all’uso. Il progetto dell’autostrada non piace nemmeno a Nando Bonessio, presidente regionale Verdi che parla di diritto alla mobilità e tempi di percorrenza ristretti, considerando i problemi di viabilità in cui riversa la zona. «Ci stanno proponendo un meccanismo di trasporto su strada senza tener conto della viabilità su ferro» e Bonessio appoggia ancora una volta la richiesta dei cittadini di risanare il trasporto ferroviario con Roma evitando una nuova colata di cemento. «Abbiamo depositato questa mattina una proposta di legge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta su l’Affaire Roma-Latina» dichiara Diego Sabatinelli, Conigliere Regionale lista Bonino-Pannella che porta avanti la sua battaglia per far luce sulla vicenda che da anni vede contenziosi legali con ingenti oneri che i cittadini dovranno pagare. Questo in riferimento alla recente sentenza del lodo arbitrale fra Consorzio 2050 e la Regione Lazio, condannata al pagamento di 43 milioni di euro per violazione degli obblighi di buona fede e correttezza. La commissione avrà il compito di recuperare tutta la documentazione necessaria relativa alla costituzione di Arcea Lazio spa e della Autostrade del Lazio spa, alla scelta dei soci privati e a tutta la documentazione necessaria per la progettazione dell’opera.

IL PROGETTO – Già nel 2001 la Regione Lazio presieduta da Francesco Storace, ambiva alla costruzione dell’opera autostradale per risolvere la drammatica situazione degli ingorghi e delle file lunghissime sulla Pontina. A gestire e progettare l’opera Roma-Latina (inclusa la tratta Cisterna-Valmontone) è la società Arcea Lazio con un 51% alla Regione Lazio e il 49% a gruppi privati quali Monte dei Paschi, Consorzio Duemilacinquanta e la società Autostrade spa con una grande rete di investitori e costruttori minori. Il progetto è stato pensato e portato avanti senza tener conto di alcuna valutazione d’impatto ambientalistica, ma soprattutto non è mai stato chiesto ai cittadini un parere di preferenza per la costruzione dell’autostrada. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), con la delibera approvata a novembre 2010, confermava lo stanziamento di 468 milioni di risorse pubbliche per la costruzione dell’opera su un costo complessivo di 2,8 miliardi, ma poneva il vincolo per la gara di realizzazione dell’infrastruttura che può sarà aggiudicata solo dopo la risoluzione di ogni forma di contenzioso in essere. Una grande opera stradale che da circa vent’anni smuove gli animi di chi in questa opera vede del marcio, intanto però entro maggio già le prime lettere di invito alla gara per la realizzazione della Roma –Latina che rassicurano la governatrice del Lazio Renata Polverini nonostante i ricorsi al Tar presentati e respinti di Arcea e Consorzio 2050 per il cambio della società gestore dell’opera e passando tutto nelle mani di Autostrade del Lazio spa. Ancora una volta i cittadini che urlano il loro dissenso passano in secondo piano mentre si fa dura la battaglia per impedire l’apertura dei cantieri e la devastazione del territorio. I cittadini vogliono un territorio eco-sostenibile e non cementificato e la lotta continua perché ‘quando l’ingiustizia diventa legge, resistere è naturale’.

Gianluca Russo

Corriere della sera.it | 24 aprile 2012

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