Emergenza rifugiati nella Capitale l’Onu scrive ai candidati sindaco di Roma

Lettera dell’Unhcr ad Alemanno, Marino, Marchini, Medici, De Vito: «Pensate ai richiedenti asilo». E anche Papa Francesco chiede: «Cosa facciamo per gli stranieri a Roma?»

ROMA – Continua l’emergenza rifugiati nella Capitale e nel Lazio. La situazione diventa di giorno in giorno più grave, con circa 3 mila richiedenti asilo che dall’inizio di aprile vengono progressivamente privati di assistenza e alloggi, come ha recentemente segnalato un’inchiesta diCorriere.it. Così grave che l’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) ha scritto una lettera ufficiale, un accorato appello, ai candidati sindaco di Roma per le elezioni del 26 e 27 maggio. Secco il messaggio: «Pensate ai rifugiati che rischiano di restare senza casa e senza assistenza».

IL PAPA E GLI STRANIERI – Degli stranieri nella Capitale ha parlato anche il Papa durante l’udienza generale di mercoledì 24 aprile: il pontefice si è chiesto cosa faccia la sua diocesi – quella di Roma – per «i tanti stranieri» che sono nell’Urbe. Lo ha fatto, a braccio, durante l’udienza generale. «Penso – ha detto citando Gesù che chiede conto del bene fatto o non fatto al povero e allo straniero – ai tanti stranieri che sono qui in diocesi di Roma, cosa facciamo per loro?».

Uno dei rifugiati dell' «Hotel Africa» (foto Ansa)

LE ACCUSE DEL COMMISSARIO UE – La missiva a firma di Laurens Jolles, delegato Unhcr per il Sud Europa, consegnata martedi 23 aprile, invita i politici dei diversi schieramenti (Alemanno, Marino, Marchini, Medici, De Vito) in corsa per il Campidoglio a occuparsi – una volta acquisita la carica di primo cittadino della Capitale – dei numerosi rifugiati che transitano o vivono a Roma, in condizioni di vita non accettabili. Già nel settembre 2012, in un rapporto sull’Italia, il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa Nils Muižnieks aveva denunciato le condizioni dei rifugiati a Roma, sottolineando «la quasi totale mancanza di un sistema d’integrazione per i rifugiati e altri beneficiari della protezione internazionale» che è «in conflitto con gli obblighi dell’Italia in materia di diritti umani».

«HOTEL AFRICA» – E lo stesso Nils Muižnieks aveva segnalato come «la situazione scioccante dei circa 800 rifugiati e beneficiari della protezione internazionale che occupano il cosiddetto “Palazzo della Vergogna” a Roma» illustrasse «il destino di privazione che spesso attende i rifugiati in Italia», riferendosi al caso dell’immobile noto anche come «Hotel Africa», di cui Corriere.it aveva scritto nel 2012. Ora l’Unhcr riprende quelle contestazioni e si rivolge a ogni candidato al Campidoglio, auspicando nella «speranza che l’asilo possa trovare adeguata attenzione nel Suo programma di governo della città». Un problema che riguarda anche i circa 600 rifugiati ospitati dal Centro di accoglienza per i richiedenti asilo (C.a.r.a.) di Castelnuovo di Porto (a nord di Roma), provenienti da 42 nazioni diverse.

Il tetto di Palazzo Selam, noto come «Hotel Africa»  a Tor Vergata (Ansa)DEGRADO A PALAZZO SELAM – Nella lettera è posta in evidenza la questione riguardante le particolari condizioni di «degrado e fatiscenti condizioni igieniche abitative in cui vivono i rifugiati» all’interno del palazzo Selam – il “Palazzo della Vergogna” citato da Muižnieks, in zona Romanina -, un’ex sede dell’Università di Tor Vergata che accoglie 800 migranti – fra cui 300 donne e 50 bambini -, molti dei quali in regola e con il permesso di soggiorno. «Consideriamo improcrastinabile da parte delle Istituzioni, compreso il Comune di Roma, il porre in essere le necessarie misure, affinchè tale situazione possa trovare una soluzione dignitosa per i rifugiati», termina la lettera, con cui l’Alto commissariato Onu per i Rifugiati invita a far meglio, e porre l’attenzione sulla mala gestione e sulla chiusura di alcuni centri per rifugiati tra cui quelli di via Prenestina, Tivoli, Viterbo e Civitavecchia.
STOP EMERGENZA NORDAFRICA – Alla già grave situazione verificata di persona dal commissario Ue Muižnieks nel luglio 2012, durante una visita al ministro Canecllieri, si sono sommate infatti nelle ultime settimane le conseguenze dello stop al Programma Emergenza Nordafrica (scaduto il 28 febbraio e prorogato al 31 marzo) deciso dal governo italiano, che ha giudicato concluso lo «stato di emergenza umanitaria per l’eccezionale afflusso di cittadini nordafricani». A Roma la situazione è drammatica per 3 mila richiedenti asilo che da inizio aprile rischiano di tornare a dormire per strada, perché i contributi a loro destinati sono ormai bloccati.

 

BONUS D’USCITA – Si trattava di 45 euro circa al giorno per ogni rifugiato e un pocket money di 2,5 euro per le piccole spese giornaliere. In molti hanno accettato il bonus d’uscita di 500 euro per lasciare i centri e trovare un lavoro, ma le onlus che assistono i rifugiati sostengono che sarebbero stati male informati sul fatto che, accettando la somma, avrebbero perso ogni diritto di tutela previsto da parte delle istituzioni. Non bastasse, mentre lo Stato italiano dichiara chiusa l’emergenza dei flussi di migranti a Roma, gli arrivi di richiedenti asilo continuano senza sosta.

Gianluca Russo e Redazione Roma Online

Corriere della sera.it | 24 aprile 2013

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