Parco delle Valli, rifiuti e fuochi pericolosi: «Dove sono i guardia parco?»

Lo denuncia il coordinatore del IV Municipio, Amatiello. Roma Natura replica: «Operatori sotto organico». Polemiche per la pista d’atletica da 400mila euro inutilizzata.

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ROMA – Lo stato di salute di alcuni polmoni verdi di Roma pare non essere dei migliori. Il parco delle Valli che si trova all’interno della Valle dell’Aniene in zona Conca d’Oro, è uno dei quattordici parchi che formano oltre quattordici mila ettari di aree verdi protette dall’Ente Regionale Roma Natura. Ma una situazione di degrado ambientale sta interessando anche questo sito. In giro per il parco si trova davvero di tutto, l’inquinamento del suolo è notevole soprattutto quando per terra si trovano resti di pic nic e piatti di plastica, carte e sacchetti bruciati e parti del suolo solcate e distrutte. I rifiuti sono ammassati nei cassonetti e spesso vengono accesi fuochi per grigliate all’aria aperta, soprattutto la domenica. A denunciarlo è il coordinatore territoriale del IV Municipio Romano Amatiello che mette in discussione la credibilità e l’efficienza dello Statuto di Roma Natura che invece impone rigide regole ai trasgressori a favore della salvaguardia dell’intera area.

DOMENICHE BESTIALI – «Ogni domenica si ripete spesso il fenomeno dei barbecue illegali dentro il parco» spiega Amatiello e continua «Si accendono delle fiamme libere e si bivacca con delle tende senza alcun controllo da parte dei guardiaparco». Secondo lo Statuto di Roma Natura infatti è prevista la presenza dei guardiani all’interno dell’area e come si legge dall’art. 2 “l’ente promuove tutte le iniziative dirette ad eliminare ogni forma di abuso edilizio nonché situazioni di degrado ambientale ed ogni forma di inquinamento”. Intanto dietro le altissime siepi in mezzo alla riserva naturale si scoprono insediamenti umani e materiali speciali abbandonati, quali carcasse di motorini e pezzi di ferro. Solo non si vedono i guardiaparco. «Molto spesso abbiamo denunciato alla protezione civile e alle forze dell’ordine questa situazione di degrado ma senza alcun risultato» conclude Amatiello e afferma che nonostante la situazione del parco sia ben visibile a tutti, da Roma Natura non c’è stata alcuna risposta in merito, né alcun intervento.

I GUARDIAPARCO – «I trentaquattro guardiaparco sono il nostro strumento di polizia giudiziaria» dichiara Livio Proietti commissario di Roma Natura che, a fronte dei pochi guardiani disponibili in organico evidenzia le ristrettezze nel controllo e nella garanzia di protezione dell’area di Pratone delle Valli. Intanto tra i residenti, c’è chi giura di aver visto delle auto con la scritta Roma Natura proprio nel momento in cui si manifestavano spiacevoli episodi dentro la riserva, senza intervenire per contrastare quanto accadesse. Crescono cosi le proteste dei residenti contro la cattiva gestione del parco e chiedono maggiore sicurezza scongiurando il ripetersi degli atti di vandalismo che qualche tempo fa, hanno interessato il centro anziani proprio all’ingresso di via Conca D’Oro. Già lo scorso anno i cittadini avevano raccolto centinaia di firme, insieme all’Assessore alle Politiche Sociali Francesco Filini, per chiedere al sindaco Alemanno che la realizzazione della recinzione del parco venisse inserita come spesa in bilancio.

LA PISTA D’ATLETICA – Ad accendere le polemiche su Parco delle Valli è stata soprattutto la presenza di una pista di atletica nel bel mezzo del verde. Un’opera costata oltre 406 mila euro che però, sembri risultare inutile per i frequentatori e sportivi del parco che, anche senza quella pista, avrebbero fruito al meglio degli spazi verdi per fare una corsa. L’opera è stata commissionata dal Comune di Roma a seguito della candidatura (poi bocciata) alle olimpiadi di Roma 2013 come opera di fruizione pubblica. Sempre dal coordinamento territoriale e dai comitati cittadini di zona arriva il no alla pista, soprattutto quando «non è giustificata una spesa così onerosa per un’opera cosi semplice» incalza Amatiello che pone ulteriori dubbi sull’impatto ambientale che la pista possa avere sul territorio protetto. «Si pensa alla fruizione dei parchi solo come parchi giochi per i bambini, ma lo sport va fruito all’aria aperta e quella pista è compatibile con lo spirito di fruizione del parco» conclude Proietti che rassicura sul minimo impatto ambientale della costruzione ginnica. Intanto i residenti chiedono a gran voce alle istituzioni il ripristino della situazione degradante del parco per poterne godere al meglio e riconsegnare alla zona quel polmone verde che da anni è il sito ambientale incontaminato di Conca D’Oro.

Gianluca Russo

22 maggio 2012 – Corriere.it

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