Cinecittà occupata: «No al parco giochi sì al lavoro. Fateci fare i film»

ARTICOLO DEL 7 LUGLIO 2012 – CORRIERE DELLA SERA.IT

Secondo giorno di presidio: tre operai sul tetto minacciano sciopero della fame; assemblea nella tendopoli. «Vago il piano industriale presentato dalla S.p.a.»

ROMA – Secondo giorno di occupazione agli studios di Cinecittà. I lavoratori del cinema che giovedì sera hanno occupato parte degli stabilimenti sulla via Tuscolana e si sono arrampicati sopra la trave dell’ingresso e sui tetti di alcuni capannoni a strotolare striscioni di protesta, si aggirano nella tendopoli improvvisata dove trascorreranno anche il weekend. Durerà infatti almeno fino a martedì l’occupazione iniziata con la proclamazione di cinque giorni di sciopero. Oltre il muro che delimita l’area della fabbrica dei sogni, c’è un vero e proprio accampamento: un presidio che non smobilita, con l’obiettivo di bloccare il piano industriale di rilancio della Ieg, Italian Entertainment Group, la holding del presidente Luigi Abete e soci che gestisce Cinecittà Studios S.p.a. Dicono no al progetto di trasferire parte delle maestranze nel «parco giochi» (il parco tematico Cinecittà World) che dovrebbe sorgere sulla Pontina. E chiedono di continuare a lavorare nell’industria del cinema.

«CINECITTA’ PERDUTA» 

IL VIDEO REPORTAGE PER “FAI NOTIZIA” DI RADIO RADICALE di Gianluca Russo e Ylenia Sina

SCIOPERO DELLA FAME – Su uno dei tetti, intanto, tre operai sono pronti allo sciopero della fame e ribadiscono che «se dall’azienda nessuno ci spiega la situazione, da qui non ci muoveremo». Uno di loro ha rifiutato il cibo nel corso di tutta la giornata di venerdì. Chiedono un incontro tra le parti sociali «che metta allo stesso tavolo sindacato, ministero dei Beni culturali e azienda». Dormono dentro tende da spiaggia e mangiano sotto un telo che sventola. Tra loro, tanta rabbia. Sotto, nei lembi di prato coperti di canadesi e teli, si prepara l’assemblea pubblica con i lavoratori e i sindacati.

Lo striscione all'ingresso degli studios (Jpeg)FUNERALE DEL CINEMA – Giù nella protesta del 21 giugno scorso, un gruppo di lavoratori tra cui macchinisti, doppiatori e scenografi, avevano superato i cancelli dello stabilimento cinematografico per protestare pacificamente contro i vertici aziendali e le loro decisioni. «Il cinema non deve morire e Cinecittà non è una fabbrica morta» urla ora al megafono uno dei rappresentati dei lavoratori. Durante una delle irruzioni, i lavoratori sfilano sotto il palazzo sede della dirigenza di Cinecittà portando a spalla una bara con sopra il manichino di un operaio, avvolto dalla pellicola: la morte del cinema, l’incubo di decine e decine di famiglie che sugli stipendi di Cinecittà vivono. Ma i sindacati non ci stanno: non credono che «un vero piano industriale esista».

IL PIANO FANTASMA – Il piano industriale tanto discusso, che prevede esternalizzazione e dismissione delle attività dagli studi, secondo i sindacati «non esiste». In un’intervista telefonica a Corriere.it il segretario generale dell’Ugl, Salvatore Muscarella, spiega: «Non abbiamo garanzie occupazionali perché il personale è ceduto in affitto». E sottolinea che per i dipendenti ci saranno disagi, soprattutto per quelli che andranno a lavorare negli studi sulla via Pontina.

PARCO TEMATICO – A Castel Romano è previsto sorga il parco a tema Cinecittà World e li, di fare i film, nessuno parla: «Non hanno mai voluto mostrare il piano industriale perché non ce l’hanno un piano industriale», conclude Muscarella, che parla di una dismissione aziendale mirata forse per coprire gli affitti per la gestione degli studios, da pagare allo Stato. I lavoratori dicono «no al parco giochi, sì al lavoro»; vogliono tornare o continuare a fare film.

La tendopoli dei lavoratori in sciopero a Cinecittà (Jpeg)

FONDI PUBBLICI E LICENZIAMENTI – «Siamo arrivati a 20 licenziamenti perché qui le cose cambiano dal giorno alla notte», dice Francesco Mancini (Rsu Cgil) e la preoccupazione più grande è per le «figure specializzate» del cinema che con questo piano, non troverebbero più occupazione. «Voi sapete fare cinema e non le persone che stanno negli uffici e si occupano di finanza», dichiara intervenendo a un’assemblea degli occupanti Sandro Medici, presidente del X Municipio (nel cui territorio ricade Cinecittà), e ribadisce la possibilità di affidare un 20% di fondi pubblici direttamente agli operai che potrebbero così creare cooperative e partecipare alla produzione di Cinecittà.

Gianluca Russo

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