Le false promesse di Crocetta, ancora sporchi i siti archeologici

A Siracusa restano erbacce e sterpaglie. Chiusa la Tomba di Archimede

«Il lunedì pomeriggio siamo chiusi» spiegano alla biglietteria centrale, «hanno deciso cosi dalla Regione». Alcuni turisti confusi non capiscono come mai l’ingresso principale al Teatro Greco sia cosi lontano dal parcheggio e si debba attraversare la strada tra pulmann e auto in corsa per arrivarci. Non meno importante il totale degrado dei siti archeologici di Siracusa oramai  sotto gli occhi di tutti. Basta un rapido sguardo a quelli più importanti per capire il drammatico “stato dell’arte” in cui versano: erbacce alte un metro e mezzo bruciate dal sole che divorano gran parte del patrimonio arcaico, in una desolazione che farebbe rivoltare Archimede nella tomba.

Nell’area archeologica di Piazza della Vittoria ad esempio, i cancelli sono chiusi e i reperti del tempio del V secolo dedicato a Demetra e Kore, spariti sotto sterpaglie imponenti. Uno sguardo poi alla famosa “Tomba di Archimede”, la camera sepolcrale di età romana, riconoscibile a stento e visibile dalla strada che costeggia il Parco della Neapolis, patria dell’incuria diffusa da tempo aggredita da erbacce e da una situazione di degrado diffuso. E’ il motivo per cui continua a restare chiusa al pubblico tra il malumore dei numerosi turisti che desidererebbero visitare il sito. Saranno invece costretti a tornare in un secondo momento. E qualche giorno fa sarebbero dovuti cominciare i lavori di ripulitura di Castello Eurialo, per i quali la Regione ha stanziato circa 100 mila euro.

Dopo la “passerella” dell’assessore regionale al ramo Carlo Vermiglio, però, ancora di forestali (incaricati da Crocetta) neanche l’ombra. Quegli interventi che hanno permesso di restituire ai turisti l’anfiteatro romano sono stati possibili grazie alla sensibilità dei privati. «Il parco della Neapolis è tirato a specchio e ringrazio l’Inda, l’Erg e le poche associazioni che hanno contribuito alla buona riuscita dell’operazione. Avevamo pubblicato sul nostro sito ufficiale un atto di evidenza pubblica, in pochi però hanno risposto. Chi lo ha fatto, si è reso protagonista di un lavoro prezioso per il bene della città. Per fortuna ci siamo riusciti a bonificare l’area in tempi relativamente brevi» spiega la sovrintendente Rosalba Panvini, amareggiata dall’indifferenza delle istituzioni. E poi c’è l’atavica mancanza di custodi.

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Accedere al Parco della Neapolis poi, dall’ingresso in viale Giuseppe Agnello senza pagare il biglietto, è purtroppo anche semplice. Nessun custode a vigilare, il cancello è aperto. Nessun tornello, nessun controllo, non c’è una biglietteria ne tantomeno l’operatore turistico in accoglienza. In un attimo è facile raggiungere le gradinate del Teatro Greco, la grotta dei Cordari e l’Orecchio di Dionisio, fino alla biglietteria interna del Parco, dove invece i biglietti sono controllati e i turisti ben informati sulle norme di comportamento da rispettare tra i reperti archeologici. «Molti turisti storcono il naso guardando i reperti abbandonati cosi» svelano gli operatori, che sono solo due e non riescono a gestire tutto da soli. «Dopo i pensionamenti non ci sono state nuove assunzioni del personale» spiegano in biglietteria, ed è palese che la vigilanza nel parco è impercettibile, mentre frotte di visitatori si accalcano ai piedi dell’Orecchio di Dionisio senza troppa cura.

E intanto, da domani a venerdi 24 giugno le Latomie del Paradiso, all’interno dell’area della Neapolis, saranno visitabili nelle ore notturne, dalle 20,30 alle 24. Prevista una grande affluenza di pubblico tra siracusani e turisti. Alla base della decisione della Soprintendenza anche il contributo fornito (anche in questo caso) dal gruppo Erg Spa, oltre alla stretta sinergia messa in atto tra l’assessorato di riferimento (beni culturali e ambientali) e l’associazione Identità siciliana come prevede la nuova normativa di accordi tra pubblico e privato per la valorizzazione di siti e monumenti.

Erg, come in ogni occasione dell’apertura serale delle latomie dello scorso anno, ha fornito il suo sostegno concreto alla Soprintendenza, curando le operazioni di pulizia e di manutenzione dell’area e l’illuminazione artistica della Latomia. Tutto ciò renderà possibili le visite notturne, che saranno accompagnate dalle note di famosi brani di musica classica. Da qui il nome dell’evento, “Not(t)e sotto le stelle del Paradiso”.

Gianluca Russo e Maurilio Abela

18 giugno 2016 “La Sicilia”

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