Nuovo codice degli appalti, modificati alcuni errori formali

Errata corrige in Gazzetta ufficiale. Gli edili aretusei contro la riforma: «Blocca le opportunità di lavoro»

SIRACUSA – In Gazzetta Ufficiale sarà pubblicata un’errata corrige del “nuovo codice degli appalti” ma nessun timore, si tratta della modifica di alcuni errori formali che non alterano di certo la sostanza del provvedimento approvato di recente. La “riforma della discordia” sul “codice” per le gare pubbliche dunque, evidenzia ancora qualche lacuna e non solo nella forma purtroppo. Troppo stringenti ad esempio, i limiti imposti in materia di subappalti che andrebbero rivisti. Consapevole di ciò, Ance Siracusa si schiera nettamente contro l’introduzione della nuova normativa del governo: «Il formalismo del nuovo codice blocca le opportunità di lavoro, ma non essendoci gli appalti, il problema del subappalto è secondario» spiega Massimo Riili, presidente di Ance Siracusa, che non spende parole confortanti in merito al nuovo regolamento.

Ancora meno confortanti, le previsioni sugli appalti in vista del “Programma di razionalizzazione e recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica”, che il Ministero delle Infrastrutture ha provveduto a rimodulare, grazie a un piano di riparto delle risorse da destinate a questo tipo d’interventi. Taglia corto Riili: «Il comune di Siracusa è assolutamente impreparato a questo, perché in città non esiste un metro quadrato per i progetti di nuova edilizia popolare. Gli ultimi finanziamenti stanziati per lo Iacp, riguardano gli interventi di edilizia popolare nella provincia e non a Siracusa, in cui le aree espropriate sono pari a zero.

Lo Iacp infatti, per procedere con i lavori, sta tentando una variante per piazzare gli interventi di edilizia popolare nelle aree destinate a servizi. Di fatto, per prevedere appalti in questa direzione dovremmo prima rivedere tutte le aree possibili». Se da un lato però, il nuovo “codice” rafforza i principi di trasparenza delle gare pubbliche, dall’altro, pare abbia creato una stasi nelle amministrazioni e tra le imprese, che hanno dovuto bloccare le gare già in corso. Come si muovono quindi le imprese siracusane in questo senso? «Non si muovono – continua Riili -, sono paralizzate perché il nuovo codice non punta alla realizzazione dei nuovi appalti, per i quali servono pianificazioni e risorse che e a Siracusa non ci sono, ma cambia le regole del gioco: gli articoli del decreto sono peggio di prima, mancano ancora molte linee guida dell’Anac». Sembra quindi che il nuovo provvedimento non piaccia proprio a tutti.

Lo spiegherà proprio Ance al ministro Graziano Delrio durante l’assemblea prevista domani a Roma. C’è però chi, in controtendenza, plaude al nuovo codice: «Approviamo gli obiettivi di fondo della riforma – dichiara l’avv. Francesca Ottavi, direttore della Legislazione Opere pubbliche Ance Nazionale – soprattutto i principi di concorrenza, legalità, per la migliore qualificazione di tutti i soggetti coinvolti, le imprese, i progettisti e le stazioni appaltanti». «Apprezziamo – continua il direttore – il rafforzamento dei poteri dell’Anac sotto il profilo dei controlli, anche se ancora ci sono alcune ombre, tra queste la disciplina del subappalto, che riteniamo imponga nel suo complesso, limiti eccessivamente rigorosi.

LA CURA. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha dichiarato in una nota che il nuovo codice degli appalti «è la cura e non la malattia per le opere pubbliche in Italia». I dati dei bandi conteggiano un aumento del 60% sugli appalti, mettendo a confronto i 18 miliardi del 2013 e i 30 miliardi del 2015. «La Sicilia è al centro di una nuova stagione per l’Anas e le opere pubbliche, con oltre tre miliardi d’investimenti, di cui molti, sono già in corso».

Gianluca Russo

Articolo del 13 luglio 2016, “La Sicilia”

 

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