Vedova e figlio disabile vivono in auto «Chiediamo solo un tetto per Natale»

ARTICOLO DEL 6 DICEMBRE 2014 PER IL CORRIERE DELLA SERA.IT – ROMA

Paola e Fabio al freddo e senza assistenza da 5 mesi: trascorrono la vita parcheggiati tra Corviale e Centocelle. Quando il freddo è tagliente, entrano nei centri commerciali e si riscaldano «ma la notte in macchina è terrificante». Appello al Comune

di Gianluca Russo

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ROMA – Non hanno riscaldamenti dentro l’auto. Paola e suo figlio, sono costretti spesso a non mangiare per il timore di dover andare in bagno e non sapere come fare. Si sentono umiliati quando chiedono alla cugina che vive a Corviale di mangiare qualcosa e lavarsi. Quando il freddo è tagliente, entrano nei centri commerciali e si riscaldano «ma la notte in macchina è terrificante». Non è una vita quella di Paola e di suo figlio Fabio, quarantenne disabile al 100% affetto da «psicosi paranoide cronica con status depressivo in remissione parziale», che da oltre cinque mesi vivono in macchina e dormono parcheggiati nel quartiere di Corviale o a Centocelle. Paola ha cinquantasette anni e una ex vita normale alle spalle, fino alla morte del marito nel 2007. Vedova e sola con una pensione di reversibilità di 529 euro e un figlio invalido a carico, con legge 104, che perde il lavoro.

«Non sono mai stata in queste condizioni» racconta Paola, che con gli occhi pieni di lacrime, confessa che «non riesce più a reggere questa situazione», intanto l’assistente sociale a lei assegnata non interviene. A novembre del 2013 ha presentato la richiesta per un alloggio temporaneo e d’emergenza, poi integrata con nuovi documenti ad aprile 2014 e una richiesta di casa popolare al dipartimento Politiche abitative. «Mi hanno proposto di andare a dormire al dormitorio comunale» ricorda Paola, che non ne vuole sapere di andare a dormire al centro con suo figlio, che dovrebbe invece vivere in condizioni migliori. Come dichiara la Asl nelle certificazioni sulla disabilità di Fabio. Lui non parla molto ma racconta della sua ernia che ha da poco scoperto e dell’intervento al quale dovrebbe sottoporsi.

«Non può fare degenza in macchina una volta fuori dall’ospedale» continua Paola, e non capisce ancora perché al Comune le hanno proposto di fare richiesta per un alloggio popolare, quando le case poi non ci stanno. La prima segnalazione al sindaco Ignazio Marino, alle Politiche sociali e allo Sviluppo e periferie è stata inoltrata da Piergiorgio Benvenuti, presidente di Eco Italia Solidale, che in occasione di una visita a Corviale, è stato raggiunto da Paola e dalla sua richiesta di aiuto. «La smettessero di andare nelle periferie per le passerelle con le telecamere» dichiara Benvenuti, che a 24 ore dall’invio della sua richiesta d’intervento al Campidoglio non ha avuto risposte da nessuno.

La risposta non è arrivata nemmeno da Rita Cutini delle Politiche Sociali, che a Corriere.it risponde con una nota: «La signora Paola è seguita dal servizio sociale del municipio 5 dove è residente», e puntualizza sul supporto costante che la Sala Operativa del servizio sociale di Roma Capitale, sta offrendo a Paola e Fabio. Nonostante non di competenza diretta delle Politiche Sociali «è stato richiesto un alloggio per la signora Paola alle Politiche Abitative» continua Cutini, che è a conoscenza della storia. Intanto Paola resta ancora una notte in auto, sotto al piumone con suo figlio, senza una casa, sola. Nel tentativo di rincorrere al telefono un’assistente sociale indaffarata e in attesa del «supporto sociale», che ad oggi, non ricorda di aver mai ricevuto.

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