Settanta persone ultrasessantenni cacciate da una casa di riposo, masserizie sui camion

ARTICOLO DEL 23 NOVEMBRE 2011 PER IL CORRIERE DELLA SERA.IT – CRONACA

Anziane distese sulla strada per bloccare il trasloco: «No alla deportazione». E uno striscione: «Chiediamo lo status di rifugiati» Alcuni trasferiti in centri senza bagni in camera, altri in famiglia.

ROMA – Verrà definitivamente chiusa il 31 dicembre prossimo la casa di cura per anziani «Roma 2» di Casal Boccone (zona Talenti) perché troppo costosa da mantenere a bilancio per l’elevata spesa di canone da pagare all’ente di previdenza e assistenza dei lavoratori dello spettacolo (Enpals), titolare dello stabile. Questa la motivazione e la decisione del sindaco Gianni Alemanno che mercoledì 22 ha disposto lo sgombero delle 79 persone anziane che da anni vivono all’interno del centro, specializzato nella cura del morbo di Alzheimer.

La targa della casa di riposo Roma 2 che viene chiusa

«NOI DEPORTATI » – Lo sgombero è avvenuto in mattinata. «No alla deportazione degli anziani» si leggeva sugli striscioni mentre alle 8.30 le prime cinque nonnine ultrasettantenni uscivano accompagnate da alcuni sostenitori e dai comitati cittadini. Sulla facciata del palazzo sventolavano gli altri striscioni della protesta: «Anziani chiedono status di rifugiati». Intanto i due furgoni caricati con mobili ed effetti personali erano pronti per il trasloco di alcuni ospiti verso il centro «Roma 3», di altri in una casa di riposo in viale Bruno Buozzi.

Gli striscioni di protesta degli anziani a TalentiGli striscioni di protesta degli anziani a Talenti

LA NONNA IN TERRA – La prima a bloccare il passaggio d’uscita, distesa per terra è Maria Teresa Ellul, coordinatrice del circolo Pd Nuovo Salario che insieme a Riccardo Corbucci (Pd IV) e il consigliere comunale Gemma AzuniN hanno sostenuto e confortato il sit-in anti sfratto. «In Consiglio comunale abbiamo votato tre mozioni contro la chiusura di questa struttura», continua Azuni. «Sono contro le case di riposo ma una struttura cosi deve avere una filiera di servizi» e conclude rivolgendo l’attenzione ai servizi sociali. Lo slogan della protesta è ben chiaro «Il vecchietto dove lo metto?». E pone l’accento sul problema delle prossime destinazioni, in case di cura private e senza bagni in camera. Per alcuni. Molti altri invece torneranno con le proprie famiglie, con la promessa da parte dell’amministrazione di un bonus di 400/mille euro mensili a famiglia.

Si traslocano i mobili degli anziani (foto Russo)Si traslocano i mobili degli anziani

COSTRETTI A FIRMARE – «Hanno costretto gli anziani a firmare una domanda di trasferimento – spiega Teti Croci del sindacato generale dei pensionati Cgil – continueremo la battaglia e contrasteremo questa azione del Comune di Roma». Si parla di inganno ai danni degli anziani da parte dell’amministrazione comunale mentre Daniele Ozzimo, vicepresidente della Commissione Politiche Sociali e Emanuela Droghei, responsabile Welfare del Pd di Roma, denunciano il non utilizzo totale della struttura e suggeriscono la possibilità di inserire all’interno dello stabile nuove importanti funzioni che graverebbero meno sul bilancio capitolino.

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