Gazebo, materassi e bombola del gas, la vita di strada dei senegalesi sfrattati

Il Comitato Antirazzista: «Questa situazione è iniziata a seguito di un imbroglio da parte del proprietario di casa che avrebbe speculato sulla situazione»

ROMA – In via Campobasso nel cuore del Pigneto, venti uomini senegalesi dormono in mezzo alla strada, per terra su materassi sistemati sotto un gazebo improvvisato, circondati dalla solidarietà di cittadini e passanti e da borsoni e buste ammassate sui marciapiedi. La bombola del gas è appoggiata al muro e per terra c’è la caffettiera. Ci sono i materassi sporchi ed ogni cosa diventa umiliante al civico 16. Il presidio degli ex inquilini senegalesi sfrattati per morosità comunque va avanti. Ci sono uomini e cinque anziani, qualcuno ha bisogno di cure mediche ed è difficile lavarsi. «Mai più la nostra rabbia è immensa» si legge sullo striscione in alto all’ingresso della stradina, firmato i senegalesi di Roma.

LO SFRATTO – Secondo il racconto dei ragazzi senegalesi, il proprietario di casa avrebbe chiesto uno smisurato aumento degli affitti mensili fino a duecento euro per costringerli ad andare via. La causa principale dello sfratto sarebbe una morosità lunga cinque anni per gli affitti non pagati dal 2007 e la minaccia dello sgombero era stato già un avvertimento. «Pagavamo dalle 400 alle 550 euro al mese di affitto e per noi era sempre più difficile vivere, ma non si possono buttare per strada delle persone solo perché non possono pagare» continuano i ragazzi di via Campobasso. Questa situazione è iniziata a seguito di un imbroglio da parte del proprietario di casa che avrebbe speculato sulla situazione dei senegalesi mettendoli in condizione di non poter tutelare il proprio diritto all’abitabilità. Questa la dichiarazione di Federica D’Alessio del Comitato Solidale Antirazzista del Pigneto che lavora sulla creazione di una cassa di solidarietà e spera negli aiuti economici delle persone comuni. Intanto la macchina solidale è già avviata nei confronti dei senegalesi dimenticati e anche i passanti offrono aiuti.

LO SGOMBERO – L’intera zona è stata circondata da polizia e carabinieri in assetto antisommossa, nelle prime ore di martedì mattina dalla Prenestina verso via Casilina gli accessi alla strada erano bloccati. Li hanno fatti uscire dalle loro case rapidamente, giusto il tempo di prendere le cose necessarie e hanno murato in cemento l’ingresso della palazzina. Subito i ragazzi dell’ Ex Snia Viscosa hanno provveduto alla sistemazione degli inquilini sfrattati ed organizzato un’assemblea pubblica per discutere del problema. «Sono arrivate più di cento persone fra polizia e carabinieri quel giorno, sono venuti a chiederci i documenti e ci hanno buttato fuori» racconta F. che passa le sue notti seduto all’isola pedonale del Pigneto. Sul balcone al primo piano sventola lo striscione «Contro gli speculatori cemento zero e casa per tutti. Occupy Campobasso» è l’urlo di denuncia contro la violazione del diritto all’abitare e costringe la gente per strada. Il presidio è visitato da tantissime persone, giorno e notte e i comitati cittadini si danno il cambio per sostenere i senegalesi.

PALAZZO FATISCENTE – La richiesta degli ex inquilini è quella di voler tornare nelle loro case in cui vivono da anni ormai. Molti di loro abitano li dal 1986 altri sono arrivati da poco. «Nell’ultima assemblea ha detto la sua un’assessore ma senza alcune risposte in merito» continua Federica del Comitato Solidale e punta il dito contro le forze politiche che non si esprimono a riguardo ma che non portano soluzioni al problema. Il disinteresse nei confronti di queste persone è evidente e si pensa ad una lunga occupazione permanente, almeno fino alla risoluzione del problema. Intanto un’altra notte è vicina e i senegalesi tornano a dormire per strada, in attesa di risposte, in attesa di una casa, la loro.

Gianluca Russo

ARTICOLO DEL 25 MARZO 2012 PER CORRIERE DELLA SERA.IT – CRONACA DI ROMA

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