«Noi, i ragazzi dell’Afghanistan»: storie di fughe rocambolesche, cercando una casa

ARTICOLO DEL 12 FEBBRAIO 2012 – CORRIERE DELLA SERA.IT/ROMA

Il viaggio di Syed, uno dei numerosi rifugiati arrivati in Italia nascosti in un Tir. Tanti, anche bambini, tra i binari dell’ Ostiense. Adesso c’è un centro notturno che li aiuta.

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ROMA – «Sono rimasto quattro mesi in Grecia. Poi la traversata, stavo attaccato sotto un tir e sono passato. Cosi sono arrivato in Italia». Aveva solo dieci anni Syed quando è scappato dall’Afghanistan per intraprendere il suo viaggio con i trafficanti, passando per il Pakistan e l’Iran, poi in Turchia e alla fine in Grecia, dove si è imbarcato clandestinamente verso l’Italia. Sono i lunghi viaggi dei giovani Afghani in fuga da una guerra che esiste ormai da troppo tempo. Ragazzi che a Roma formano una piccola comunità intorno alla stazione Ostiense.

LA LUNGA TRATTA – La storia di Syed comincia da un viaggio lungo sette anni. La sua storia è una delle tante che ogni giorno si ripetono, alcune non a lieto fine, quando i viaggi della speranza finiscono in tragedia. «In Grecia mi sono attaccato sotto il motore di un tir per nascondermi e imbarcarmi sulla nave – continua Syed -. Una volta arrivato in Italia il tir si è messo subito in autostrada e correva, il motore era caldo ed io urlavo di dolore. Alla fine ho rotto il tubo dell’olio che mi ha bruciato e l’autista si è fermato. Mi ha scoperto e sono scappato». Syed oggi è un mediatore culturale per i ragazzi afghani, vive e lavora a Roma sognando di tornare, un giorno, di nuovo in Afghanistan.

BINARIO 15 – Dal 2006 a oggi la migrazione degli afghani in Italia è aumentata, in realtà il passaggio nella capitale rappresenta un corridoio verso l’Europa per arrivare a destinazione in Inghilterra o in Germania. Fuggono da una realtà di conflitto i ragazzi che passano da Roma e si riuniscono in massa sui marciapiedi del binario 15 della stazione Ostiense. Dormono in tende canadesi e non hanno bagni né docce. I bambini più piccoli hanno soltanto otto anni. Con l’ultima nevicata a Roma, la città si è mobilitata in loro favore con gesti di beneficienza e consegna di coperte ai rifugiati, ma il problema è più grande e il Campidoglio tarda a fronteggiarne gli effetti.

Giovani rifugiati nella struttura «A28 Centre»Giovani rifugiati nella struttura «A28 Centre»

A28 CENTRE – Secondo i dati del Comitato Minori Stranieri, nel 2011 in Italia sono stati registrati 7.540 minori migranti non accompagnati e solo a Roma, sono circa 900 i giovani minorenni afghani in transito. L’associazione umanitaria Intersos del presidente Nino Sergi, in collaborazione con il centro diurno Civico Zero e Save the Children, lo scorso 8 dicembre ha inaugurato il primo centro notturno di accoglienza per minori «A28» in via Aniene. «Non possiamo parlare di clandestini, i ragazzi che noi ospitiamo, hanno diritto al permesso di soggiorno poiché minori» spiega Alessandro Uberti di Intesos, nonostante gli ospiti non risultano foto segnalati e regolari.

Un giovane afghano ospite della struttura «A28»Un giovane afghano ospite della struttura «A28»

NIENTE DOCUMENTI – «L’inaugurazione è avvenuta in occasione dell’entrata in vigore del piano emergenza freddo di Roma Capitale – conclude Uberti – durante le emergenze Roma non chiede i documenti a nessuno». Camere e posti letto, docce, servizi igienici e lavatrici in uno stabile di 220 mq ristrutturato, grazie anche all’aiuto di Ikea Italia, Enel Cuore Onlus, Nando Peretti Foundation e InfoCamere. Il centro può ospitare fino a 22 minori, all’interno un team di operatori e mediatori culturali, informano i ragazzi sui loro diritti e sulle procedure d’identificazione, in attesa di scegliere se rimanere in Italia o proseguire verso altri paesi Europei.

Gianluca Russo

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