Moschee in garage ed ex capannoni: luoghi di culto «abusivi» all’Esquilino

ARTICOLO PUBBLICATO IL 19 DICEMBRE 2013 – CORRIERE DELLA SERA.IT/ROMA

Piazza Vittorio, negozio diventa centro di preghiera. Ucoi: «Abusivi perché manca un fondo destinato a costruire strutture adeguate». Cutini: dal Comune un elenco dei luoghi multietnici

L’ex negozio cinese trasformato in moschea (Russo)
L’ex negozio cinese trasformato in moschea (Russo)

 

ROMA – Una vera Moschea quasi invisibile dall’esterno perché sulla porta c’è ancora il vecchio cartello con il marchio dell’ex negozio gestito da cinesi «Bonny S.r.l.». Spuntano luoghi di preghiera improvvisati dentro garage o locali commerciali in giro per la città. All’interno, piccole moschee o associazioni islamiche come quella scoperta e segnalata dai residenti del quartiere Esquilino di via Bixio, a due passi dalla multietnica piazza Vittorio. Una sala bianca rettangolare non troppo grande, un ampio tappeto verde copre l’intero pavimento della stanza, un «bancone per la cassa» e alle pareti qualche oggetto sacro islamico come a voler coprire le tracce della precedente attività commerciale. I residenti però vogliono vederci chiaro: «Crea sospetto come qualunque attività all’interno di un luogo inadatto soggetto a cambio di destinazione d’uso».

Le moschee abusive e la libertà di culto VIDEO

PIU’ SPAZI PER PREGARE – Nella Capitale sono oltre centoquaranta mila i mussulmani e ancora poche le moschee a loro disposizione per i momenti di preghiera. Non tutti i fedeli con facilità riescono a raggiungere la Grande Moschea di Roma che è l’unico luogo di culto islamico ufficiale in città. L’esigenza di pregare per i mussulmani è molto forte e spesso, costringe la comunità a organizzarsi come meglio può in luoghi particolari. «E’ un peccato che ci debbano essere persone costrette a pregare in luoghi improvvisati» racconta Massimiliano Tonelli del Comitato Degrado Esquilino che lancia la proposta di riqualificare stabili dismessi del quartiere per creare luoghi adatti al culto islamico. E nel quartiere ce ne sono tanti di luoghi abbandonati. «Piazza Pepe potrebbe essere il luogo adatto per edificare una Moschea» continua Tonelli ma vuole saperne di più sul cambio di destinazione d’uso dello stabile e sul dilagare del fenomeno «moschee abusive».

La moschea nel negozio (Russo)LA MINI MOSCHEA – Non c’è da preoccuparsi però se esistono moschee improvvisate: «anche nella comunità cattolica ci sono cattedrali e piccole parrocchie di quartiere per le persone che vogliono pregare nelle loro zone» spiega Izzeddin Elzir, Presidente dell’Unione Comunità Islamiche in Italia (U.CO.I.I). I fondi per le moschee però non ci sono e la comunità che «deve pregare» raccoglie i soldi tra i fedeli per affittare nuovi stabili più grandi e più degni. «Non abbiamo una politica nazionale e urbanistica che consenta alla comunità islamica di individuare luoghi di preghiera adatti» pone l’accento Elzir e spiega che a Roma, la responsabilità di trovare luoghi di culto idonei sia dei vari municipi «secondo loro volontà». Il presidente ci tiene a precisare che: «non è corretto identificare questi luoghi come abusivi perché la Costituzione italiana riconosce il diritto di culto e ne garantisce la libertà».

MOSCHEA EL FATH – «La moschea è un punto di riferimento anche per i servizi sociali dei fratelli mussulmani» spiega Sami Salem, Imam della Moschea «El Fath» di via della Magliana realizzata nel 1994. «Molti non conoscono le procedure per aprire scuole e moschee –continua Salem- non parlano bene l’italiano e cerchiamo di aiutarli a inserirsi nel modo più corretto possibile». L’Imam parla chiaro e prova a spiegare quali attività si svolgono in una comune Moschea oltre la preghiera: «Facciamo la donazione del sangue a chi ne ha bisogno, visitiamo le carceri, ci occupiamo di servizi sociali per chi ha bisogno e lo Stato dovrebbe aiutarci per questo». Dal Comune di Roma però arrivano parole confortanti sulla possibilità di creare un punto di contatto con la comunità islamica capitolina e render loro spazi degni per la preghiera.

L’imam della Magliana in preghiera (Russo) L’imam della Magliana in preghiera (Russo)

SOSTEGNO A COMUNITA’ ISLAMICA – «Ho partecipato alla chiusura del Ramadan alla Grande Moschea» spiega Rita Cutini, Assessore al Sostegno Sociale e alla Sussidiarietà di Roma Capitale e spiega che realizzare moschee adatte alle esigenze di preghiera dei mussulmani «è un lavoro che coinvolge diverse realtà del Comune di Roma e non è facile». Per sostenere la comunità mussulmana a Roma e gli immigrati in generale, il 16 gennaio prossimo l’Assessore Cutini presenterà un opuscolo realizzato da Migrantes e dalla Caritas con lo scopo di aiutare gli stranieri a orientarsi in città secondo le loro esigenze, anche religiose. La richiesta della comunità mussulmana in difficoltà è chiara: «Se lo Stato ci consentirà di pagare il deposito e le autorizzazioni per la costruzione di moschee noi saremo più tranquilli e per il paese sarebbe un vero investimento economico vista la crescente presenza di religione mussulmana» termina l’Imam di Magliana che s’impegna ogni giorno per far conoscere il vero volto dell’Islam, anche se ancora oggi, soprattutto a Roma in pochi «riconoscono la nostra religione».

Gianluca Russo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...