«Voglio morire in questa casa»

ARTICOLO PUBBLICATO IL 10 LUGLIO 2016 – QUOTIDIANO “LA SICILIA”

Il dolore e la rabbia delle anziane sfrattate dallo stabile inagibile

SIRACUSA – L’hanno saputo all’improvviso: «Casa Monteforte deve chiudere». La decisione delle Politiche Sociali è arrivata alla “Prometeo 2000”, gestore in appalto della casa di riposo comunale, come un fulmine a ciel sereno. La struttura di via Picherali che accoglie donne anziane, è costretta a chiudere i battenti perché inagibile. Le operatrici e le 20 inquiline che ci vivono – la più anziana ha 98 anni -, hanno capito che il rischio di essere sgomberate e portate chissà dove è molto elevato. Non è la prima volta che succede.

«Ho 72 anni e voglio morire qui dentro» spiega la portavoce che non vuole saperne di andare via perché, tra l’altro, è l’unica ad avere ristrutturato a proprie spese il suo appartamento, senza attendere gli interventi del Comune che negli anni sono stati sempre meno. «Fuori da qui, potrei ammalarmi di nuovo, sono sola, senza soldi e soffro di depressione» spiega un’altra donna, che non ha voglia di ricordare il suo passato, anche se di anni ne ha appena sessanta. «Siamo pronte a barricarci dentro, andare altrove sarebbe un trauma per tutte».

I danni strutturali del palazzo però sono evidenti: ci sono camere vuote con le finestre rotte, le pareti sgretolate e i pavimenti divelti, senza contare le numerose tubature idriche a vista che di certo, non danno l’idea di una struttura sana. «Abbiamo segnalato varie volte al Comune gli interventi da eseguire, nessuno ha mai mosso un dito e adesso ci dicono che lo stabile è inagibile» spiega l’operatrice che da 8 mesi non percepisce neanche lo stipendio.

«A rischio non solo il futuro delle anziane ma anche la perdita di 10 posti di lavoro» si legge in una nota inviata al Sindaco da Cgil Terzo settore, con la richiesta di spiegazioni in merito e di un incontro urgente per capire i motivi che hanno spinto l’amministrazione a decidere la chiusura dello stabile. «Manca l’agibilità e in attesa della ristrutturazione dell’immobile, trasferiremo gli anziani in altre strutture» spiega Rosalba Scorpo delle Politiche Sociali e ci tiene a precisare che «si tratta al momento di una semplice comunicazione, nessuno vuole buttare fuori chi ci vive dentro».

Terminati i lavori poi, le anziane potranno ritornare in via Picherali. A “Casa Monteforte” c’è agitazione tanto quanto il timore di essere trasferite senza adeguata assistenza, perché in fondo, come ogni famiglia che si rispetti, «separarsi dai propri cari è la cosa che fa soffrire di più» sottolinea l’operatrice. «Aspetterò il Sindaco seduta fuori e quando passerà, bloccherò la strada» conclude la settantaduenne che non si lascia intimidire e che vorrebbe spiegarlo a parole sue al primo cittadino, quanto possa essere complicato per un’anziana, dover cambiare abitudini rischiando di sprofondare nella solitudine che a “Casa Monteforte” è un nemico da tener lontano.

Gianluca Russo

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