«Strutture di accoglienza vietate alle associazioni»

ARTICOLO PUBBLICATO LUGLIO 2016 – QUOTIDIANO “LA SICILIA”

AccoglieRete Onlus: «Non ci autorizzano a entrare per tutelare i minori stranieri non accompagnati». Il sistema è al collasso. Sciuto, Difensore dei diritti dei bambini: «Non si può più tacere di fronte al ritardo delle istituzioni»

«Non ci autorizzano più a entrare nei centri di prima accoglienza per tutelare i minori stranieri non accompagnati». L’ultima richiesta avanzata alla Prefettura per accedere a quello di Palazzolo, ha ricevuto un secco “no”. «Ci hanno risposto che i servizi d’informativa legale sarebbero già garantiti da altre organizzazioni presenti nella struttura e che il nostro ingresso non era necessario» racconta Federica Bonifacio, tutore legale di “AccoglieRete Onlus” di Siracusa, la quale denuncia le mancanze e l’incapacità di un sistema di prima accoglienza per minori che fa acqua da tutte le parti.

Inoltre, il divieto d’accesso ai centri, non aiuta di certo lo svolgimento delle attività legali rivolte ai minori soli. Mancano i mediatori culturali, sempre meno e poco presenti nei porti di Siracusa e Augusta durante gli sbarchi. Scadenti anche i centri allestiti per i minori che quasi non esistono. Con le ondate di arrivi poi, soprattutto nei mesi estivi, sono in gran parte improvvisati dentro ex scuole o spazi di fortuna adibiti a ben altro. In quelli sovraffollati e promiscui, i bambini e gli adulti convivono oltre i due mesi consentiti dalla legge, ma c’è chi resta fino a un anno.

«Nessuno spiega ai minori che dopo la fase di prima accoglienza, ne seguono altre per l’assegnazione di un tutore legale, per l’avvio di un processo di regolarizzazione e per il ricongiungimento familiare». In molti scappano dai centri nel tentativo di salire sul primo treno e fuggire verso gli altri paesi europei. E c’è ne sono tanti. Minorenni con lo sguardo smarrito, che è facile incontrare per strada, seduti ai giardinetti del Pantheon o camminare in fila indiana sulla provinciale “Maremonti”.

Sono eritrei e somali tra i 12 e i 16 anni, che non sanno nulla sui loro diritti. «Non è facile approcciarli – spiega Bonifacio – molti quando ci vedono arrivare, scappano per il timore di essere riportati dentro le strutture dalle quali sono fuggiti. Li abbiamo visti alla stazione di Siracusa e di Catania sostare per più giorni, senza assistenza e preda del malaffare e degli approfittatori interessati a lucrare sui loro viaggi». La figura del tutore legale rappresenta l’ancoraggio necessario nell’iter dell’accoglienza, che comincia nelle strutture non adatte a soddisfare i bisogni dei più piccoli e termina nel tentativo di ridurre l’allontanamento volontario dei minori, dal circuito di protezione.

I dati della questura di Siracusa fotografano il vero disagio: nel 2015 sono stati, infatti, 1730 i minori sbarcati senza genitori, mentre oggi se ne contano molti di meno, a causa delle partenze improvvise verso chissà quale meta. «S’impedisce alle associazioni di entrare nei centri nonostante la loro presenza abbia ridotto di molto le fughe che adesso ricominciano» interviene Franco Sciuto, Difensore dei diritti dei bambini, che si scaglia contro la lentezza del Tribunale nelle nomine dei tutori per i minori e per l’accesso sbarrato agli operatori legali nei centri. Il sistema d’accoglienza al collasso, lo aveva già denunciato in una nota: «Non si può tacere davanti al ritardo delle istituzioni a fronte dell’immigrazione nel nostro territorio, ritrovandosi a non aver provveduto a organizzare un numero sufficiente di strutture d’accoglienza idonee». Strutture che a oggi, purtroppo, ancora non ci sono.

Gianluca Russo

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