Quel lago che inghiotte «l’ecomostro», cittadini contro il progetto «grattacieli»

ARTICOLO PUBBLICATO 11 DICEMBRE 2013 – CORRIERE DELLA SERA.IT CRONACA/ROMA

Il «lago» tra Prenestina e Casalbertone: settemila metri quadrati di acqua sorgiva rischiano di sparire sotto un mare di cemento

ROMA – Quel lago che inghiotte «l’ecomostro» Cittadini contro il progetto «grattacieli» A Prenestina «spunta un lago»: settemila metri quadrati rischiano di sparire sotto il cemento. ROMA_ Non è una comune pozza d’acqua ma un vero «lago» di settemila metri quadrati e profondo quasi nove tra i quartieri Prenestina e Casalbertone, nei pressi di Parco delle Energie. Di recente gli attivisti di Ex Snia-Viscosa e i residenti, armati di canoe e canotti hanno superato i limiti dell’area (in parte privata) con lo scopo di riappropriarsi di quello spazio pubblico abbandonato e per lottare contro «l’ennesima speculazione edilizia» dicono dal Forum Territoriale. Una fonte d’acqua sorgiva alimentata dalla sottostante falda dell’Acqua Vergine che pare abbia subito una perforazione negli anni novanta, durante gli scavi per la costruzione di un centro commerciale, in parte messo in piedi e mai completato.

ECOSISTEMA – Un’ambiente ricco di fauna e vegetazione spontanea su un’area pubblica espropriata dal Comune di Roma «chiusa» perché inglobata in una proprietà privata. C’è un progetto edilizio però che «minaccia» il parco e che punta all’aumento di nuovi alloggi nel quartiere: «quattro grattacieli di cento metri e trenta piani ciascuno» come si legge dal progetto vincitore del Bando relitti urbani indetto dal Comune di Roma e depositato ad aprile 2013. Secondo la norma ancora in vigore «relitti urbani» della Giunta Alemanno, il proprietario di un’area può abbattere e ricostruire lo stesso stabile e nello stesso terreno, rispettando qualche vincolo urbano al fine di recuperare l’intera area. Nel Bando del Comune di Roma si legge che tipo di aree possono essere riqualificate: «aree compatibili con i vincoli e le prescrizioni di tutela e protezione del paesaggio e dell’assetto idrogeologico, dei beni culturali».

IL PROGETTO – La possibilità di costruire nuovamente sulle stesse cubature ha stuzzicato l’ interesse del costruttore romano Antonio Pulcini (Pulcini Group) che ha in mente di spazzare via il lago con un grosso piano di «recupero». Nel 2012 presenta un nuovo progetto per riqualificare l’ area industriale dismessa, con annessi premi di cubatura collegati al Piano Casa. Il progetto nello stesso anno supera il primo scoglio, dichiarato ammissibile e avviabile dall’attuazione urbanistica dalla giunta Alemanno. Una battaglia quella degli attivisti di Ex Snia e del Forum Territoriale del Parco delle Energie che punta a «restituire il parco alla cittadinanza» che intanto si organizza per bloccare il progetto di Pulcini e tentare il completamento dell’esproprio dell’intera area.

L’ ECOMOSTRO– In questo scenario naturalistico spunta l’«ecomostro» dimenticato. Lo scheletro di quel centro commerciale mai terminato di cui non resta che un grigio palazzone in cemento di sei piani «inghiottito» per i primi tre piani dall’acqua. Il progetto d’intervento, al momento stoppato dai cittadini, rientrerebbe nel piano di «recupero finalizzato all’incremento delle dotazioni di servizi e della qualità urbana in periferia» del Comune di Roma del Dipartimento Periferie. Secondo il Comitato territoriale e alcuni esperti ambientali, su quel terreno non si può e «non si deve» edificare perché la conformazione idrogeologica del sottosuolo (e la sua falda acquifera) non garantisce la stabilità del terreno che non sopporterebbe nuovi scavi nel sottosuolo.

Lago di quartiereSTOP ALLE TORRI – Parole confortanti arrivano dall’Assessore del Dipartimento Programmazione urbanistica Comunale Giovanni Caudo che sull’intenzione di non dare Tra le caseseguito al Bando sui Relitti Urbani e di conseguenza al progetto dei quattro grattacieli di Pulcini, è deciso sulla tutela dell’ intero complesso dell’Ex Snia e prova a lanciare l’idea di sfruttare le cubature esistenti per realizzare forse a un polo formativo – culturale universitario. Il Piano Regolatore di Roma però, su quell’area prevede verde pubblico e di rango urbano. A tal proposito anni fa è partito il progetto di costruire un polo Universitario, ipotesi accettata e condivisa dal quartiere. A oggi, qualcuno spera che le ultime dichiarazioni delle amministrazioni che decreterebbero lo stop definitivo del progetto delle quattro torri siano un buon segno. Quello che è certo è che il lago esiste ed è pulito come hanno rivelato le analisi per determinarne l’inquinamento fatte qualche anno fa, sarebbe addirittura nei limiti imposti per la balneazione insomma, così pulito da poterci fare il bagno.

Gianluca Russo

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