Mazzarrona, 7 persone stipate in 45 mq di casa che cade a pezzi

ARTICOLO PUBBLICATO A LUGLIO 2016 – QUOTIDIANO “LA SICILIA”

Il quartiere-ghetto lontano dal progetto di restyling del Comune

SIRACUSA – Se per il Comune il restyling delle periferie comincia dalla cura del verde pubblico o dalle infrastrutture digitali per la “smart city”, per gli inquilini dei palazzi della Mazzarrona, che della città digitale, al momento, se ne fanno ben poco, sarebbe necessario invece, partire dal recupero strutturale degli alloggi popolari che cadono a pezzi. La signora Loredana Blundo – come decine di altri inquilini nel quartiere – aveva chiesto al Comune un cambio alloggio urgente, perché quello di via Algeri in cui vive, cede ogni giorno sempre di più, dall’intonaco che si stacca dalle pareti alle infiltrazioni d’acqua che ormai sono all’ordine del giorno.

Sono già passati due anni ma nessuno si è preoccupato di assegnarle un tetto sicuro, per lei e per la sua numerosa famiglia: 7 persone in tutto stipate in 45 mq di casa. La risposta del Comune è sempre la stessa: «Non ci sono alloggi disponibili». Niente casa per Loredana che, pur volendo risanare a proprie spese le sue quattro mura, non troverebbe di certo la disponibilità per poterlo fare. Non solo perché l’intera famiglia vive con 280 euro di pensione d’invalidità percepita dal marito, ma soprattutto perché l’immobile è inagibile. O almeno è quello che ha sentenziato l’ufficio tecnico dopo il sopralluogo, senza neanche un documento scritto che lo confermi da nessuna parte.

E’ chiaro che “se carta non canta” il cambio alloggio, è impossibile e inutile diventa l’attesa di una nuova casa. Vincolo d’inagibilità a parte però, Loredana – inquilina morosa da tempo – avrebbe comunque potuto ristrutturare l’appartamento sfruttando la compensazione delle spese sostenute a scomputo dei canoni d’affitto non pagati, come aveva già dichiarato in un documento l’Ufficio Casa che, nonostante tutto, le avrebbe concesso la manutenzione e il conguaglio delle spese.

«Non è mai successo che l’Ufficio tecnico decreti l’inagibilità di un immobile senza documentazione scritta» spiega Rosalba Scorpo delle Politiche Sociali. Ci tiene inoltre a sottolineare che: «La signora dovrà pretendere dall’ufficio il documento d’inagibilità e recarsi al dipartimento casa per avere spiegazioni, può chiedere direttamente di parlare con me». Di fatto, Loredana non ha in mano nulla, solo un incartamento di denunce sul grave stato di salute dei suoi cari e alcuni reperti fotografici che testimoniano le condizioni precarie della sua abitazione. Fascicolo che già da qualche tempo è sul tavolo dei servizi sociali del Comune ma sotto le mani di nessuno. E’ possibile quindi, ammassare come sardine 7 persone dentro una casa popolare che cade a pezzi? Alla Mazzarrona sì.

Loredana e la sua famiglia vivono dentro un palazzo dalla facciata che sembra bombardata, in un appartamento che a guardarlo bene, ricorda quasi un alloggio di fortuna ricavato da un garage sulla strada. Vive con il marito, i tre figli, il genero e il nipote appena nato, i quali non vogliono più saperne di continuare a vivere in quel buco. «Io e mio figlio soffriamo d’asma cronica da quando abitiamo qui e spendiamo troppi soldi per curarci ma non possiamo permettercelo» racconta Loredana, disperata per la salute compromessa dei suoi figli, costretti oltretutto a dormire dentro una camera striminzita, sistemati alla meglio in un incastro quasi perfetto, manco fosse il Tetris. I danni strutturali sono evidenti: fili elettrici a vista, pareti squarciate, scoli d’acqua ovunque e l’aria irrespirabile che impregna la gola.

Una famiglia costretta in pochi metri quadrati in condizioni quasi disumane: i sanitari sono distrutti o rattoppati con strumenti di fortuna e le macchie di umidità e di muffa in ogni angolo della casa, non lasciano scampo. L’avvocato di Loredana, tempo fa, lo aveva segnalato chiaramente: «L’immobile è interessato da gravi infiltrazioni d’acqua piovana e proveniente dalle tubature. Ciò è causa di gravi danni alla salute degli occupanti e in particolar modo del piccolo Kevin, affetto da allergie, per il quale si sostengono spese mediche considerevoli».

Gianluca Russo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...